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Le dinamiche della comunione

Dono della Trinità che partecipa la propria koinonia, la comunità è anche un impegno, un compito, una vocazione. L’amore ricevuto domanda di essere vissuto, anche se la risposta è resa possibile proprio dal dono stesso ricevuto. Ad una teologia della comunione deve affiancarsi una spiritualità della comunione.

La parabola dei tre comandamenti
Tre comandamenti per una triplice presenza di Cristo, in AA.VV., Egli è vivo!. La presenza del Risorto nella comunità cristiana, Città Nuova, Roma 2006, p. 11-34.
1. Il primo comandamento e l’unione con Dio
2. Il secondo comandamento e il servizio dei fratelli
3. Il terzo comandamento e la spiritualità della comunione
Se i primi due millenni si sono caratterizzati per l’amore di Dio e del prossimo, il terzo millennio sembra vada caratterizzandosi per un altro comandamento, che Gesù ha dato come “suo” e come “nuovo” rispetto agli altri: «Amatevi l’un l’altro come io vi ho amato» (Gv 13, 34). In quest’unico comando egli sintetizza l’amore di Dio e l’amore del prossimo e insieme li trascende in una realtà nuova, trinitaria.
Dal cammino personale verso il centro dell’anima dove dimora la Trinità, lo Spirito Santo sta orientando verso un cammino comunitario, che riscopre l’unione tra i fratelli come luogo di presenza della Trinità.
Per questa nuova via il cammino di crescita del singolo trova nel dono di sé all’altro una sua componente addirittura indispensabile, come ricorda il Concilio: «L’uomo per la sua intima natura è un essere sociale, e senza i rapporti con gli altri non può vivere né esplicare le sue doti» (Gaudium et spes, n. 12). Per questo può parlare dell’«indole comunitaria dell’umana vocazione nel piano di Dio» (Ibid., n. 24); vocazione che trova la sua perfezione e compimento in Gesù, che ha portato la legge dell’amore fraterno (Cf. ibid., n. 32).
“Occorre promuovere una spiritualità della comunione» (Novo Millennio ineunte, 43).
Da qui scaturisce anche una via nuova per l’unione con Dio, dove il prossimo non è più soltanto una persona da servire, da amare, ma da coinvolgere nella reciprocità dell’amore, perché solo in questa reciprocità si può vivere l’amore tipico di Dio: l’amore trinitario. Il prossimo non è più raggiunto al termine dell’itinerario spirituale, come conseguenza dell’unione con Dio, ma cercato fin dall’inizio per poter andare insieme verso Dio. L’altro è la possibilità concreta e la necessità insopprimibile per vivere il comandamento dell’amore reciproco, è la possibilità di attingere alla presenza di Cristo tra noi, la condizione per raggiungere Dio, per vivere in pienezza la sua vita agapica: «Se ci amiamo gli uni gli altri — scrive l’Apostolo Giovanni –, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi» (1 Gv 4,12).
Dalla “fuga dal fratello” per andare a Dio si è portati alla “ricerca del fratello” per andare a Dio con lui, anzi per trovare Dio nella reciproca comunione.

4. Le esigenze della spiritualità della comunione: L’esercizio della carità
La centralità dell’amore
L’esercizio della carità:
– Metanoia
– Atteggiamento di fede
– Le connotazioni dell’ amore (cf 1 Cor 13)
– Servire
– Accoglienza (condivisione, amare col cuore, ascolto
– Gratuità
– Universalità
– Sollecitudine

5. La condivisione del cammino di fede
6. La correzione fraterne e il perdono reciproco

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